I nuovi streamer Nucleus Roon

I Nucleus/Nucleus+ sono elaboratori sviluppati da Roon Labs ad-hoc per far girare Roon Core. Adesso alla seconda generazione, sono basati su logica Intel NUC, non hanno ventole, e sono quindi estremamente silenziosi, oltre a partire in pochi secondi (3”/5”). Computer quindi completamente dedicati a Roon, con uscite 2X USB, 2X HDMI ed Ethernet. Nuova l’estetica, adesso più sottile e larga, e comune a entrambe i modelli; può apparire di primo acchito un grosso dissipatore di design in alluminio grigio scuro, senza alcuna concessione, neanche al led di accensione. Ma del resto l’architettura è sviluppata per rimanere accesa H24 senza alcun problema e a consumi estremamente bassi. All’interno batte il cuore di Roon, con una garanzia di stabilità ovviamente senza pari. Per chi vuole una soluzione dedicata alla musica, dimenticandosi le instabilità dei sistemi soprattutto basati su Windows, Nucleus è la soluzione ideale. Come abbiamo detto, gli manca la parte Control, che verrà svolta esternamente nei modi che abbiamo già descritto. I modelli sono 2, Nucleus in grado di gestire fino a 5 zone compresa la principale ma senza l’utilizzo delle funzioni DSP avanzate e con capacità fino a 12.000 album (120.000 brani). Nucleus+ ha invece una capacità elaborativa tale da poter supportare 10 zone o più, qualsiasi elaborazione DSP e librerie che superano i 12.000 album. Per entrambi all’interno un bay per HDD slim sia da 6,4cm che da 15mm e quindi con un massimo di 4tb in tecnologia rotativa e senza alcun limite, invece, per quella SSD.

Cosa è Roon
Roon è un player software per OS X, Windows, Linux e Android che supporta qualsiasi tipo di file. Lo scopo di Roon non è “solo” quello di offrire la migliore esperienza di ascolto in termini sonici, ma bensì fornire all’utente uno strumento per allargare i suoi orizzonti in ambito musicale, grazie a ciò che gli sviluppatori definiscono una “esperienza software unificata”, tale da affiancare all’ascolto di qualità la possibilità di scoprire le relazioni che intercorrono tra i contenuti della libreria audio e l’intero universo musicale, il tutto mediato da una interfaccia grafica estremamente curata, e che rende la navigazione una esperienza gratificante sia sul piano dei contenuti che su quello grafico. Si potrebbe affermare che Roon è pensato prima di tutto per l’appassionato di musica, riuscendo però a soddisfare pienamente anche le esigenze dell’audiofilo.
Roon può interagire con i contenuti archiviati localmente sull’hard disk (o NAS), quelli presenti sul cloud e infine con Tidal, vedendo queste tre entità non come librerie separate, ma come una sorta di enorme contenitore musicale senza soluzione di continuità.
Al termine del caricamento delle librerie, Roon esegue un puntiglioso lavoro di confronto tra i metadati associati alle tracce importate e quelli presenti nei suoi server, così da integrare le eventuali informazioni mancanti e creare quelle relazioni a cui si faceva riferimento prima. La quantità di metadati forniti dal programma è enorme; tracce dell’album con titoli e credits, la copertina in formato piccolo e - se cliccata - a pieno schermo, la critica, in lingua inglese, che illustra in modo molto esaustivo cosa c’è da sapere sul disco. Il testo in celeste è un link verso una ulteriore pagina di approfondimento dove possono essere presenti le biografie degli artisti che hanno partecipato all’album, prossimi concerti (se disponibili), link sui social media, Wikipedia ecc ecc. Sulla stessa pagina altre sezioni relative alle similitudini (simile a…), alle collaborazioni, le influenze, o chi è stato influenzato dal lavoro di quel musicista. Il punto d’ingresso nella navigazione non è limitato all’album: è possibile iniziare l’esplorazione scegliendo ad esempio un artista, per poi lasciarsi trasportare da Roon nell’infinito e avvincente intreccio di informazioni.

Cosa vuol dire “Roon Ready”
Roon Ready sono tre tipi diversi di periferiche. Uno, più sofisticato, prevede una logica di controllo tale da poter collegare il device direttamente alla rete; esso possiede la capacità elaborativa necessaria per essere visto direttamente da Roon in rete all’interno della lista degli endpoint (al centro in basso dell’interfaccia) senza bisogno di un PC/MAC che funge da intermediario, essendo il device dotato di interfaccia di rete e della logica necessaria. Alcuni DAC offrono questa possibilità, o il processore Trinnov per esempio. I vantaggi sono molteplici, tra questi l’eliminazione del costo di un computer e del collegamento USB tra PC e DAC a favore di un cablaggio ethernet, meno soggetto a problematiche di Jitter e rumorosità. Le altre periferiche, i DAC con ingresso USB Roon Ready sono quelli, certificati da Roon Labs, che vengono automaticamente riconosciuti da Roon come DAC endpoint, ma che hanno comunque bisogno (avendo solo ingresso USB) dell’interazione logica di un PC/MAC. Il vantaggio è comunque notevole, visto che il DAC viene riconosciuto dal sistema secondo i suoi limiti massimi di capacità di decodifica; Roon ottimizzerà lo streaming dati verso il DAC in modo da convertire i file solo se strettamente necessario. Se ci troviamo per esempio di fronte a un DAC con capacità massima 192/24 e si vuole riprodurre un file a risoluzione maggiore Roon effettuerà il downsampling, ma in tutti gli altri formati il flusso dati non verrà toccato. Un altro dettaglio, graficamente accattivante e anche estremamente comodo, è che nella lista degli endpoint il DAC Roon Ready viene visualizzato nella sua reale forma estetica, attraverso un disegno leggermente stilizzato che aiuta quando lo si deve selezionare, oltre a visualizzare il logo del marchio e rendere disponibile un link al manuale di istruzione.

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