Rotel e Ken Ken Ishiwata per la serie TRIBUTE

Rotel e Ken Ken Ishiwata per la serie TRIBUTE
A11 e CD11 di Rotel le due nuove elettroniche del costruttore giapponese, modificate dal leggendario progettista recentemente scomparso.
Ken Ishiwata è stato un grande ingegnere e progettista, prima di tutto appassionato di musica. Passione nata in una famiglia di artisti e compositori che fece trovare Ken circondato da ogni tipo di melodia. Imparò a suonare il violino piuttosto bene, vincendo diversi concorsi, mentre ascoltava più musica che poteva, anche per documentarsi di altri generi ed esecutori. In quel modo cominciò a conoscere ed apprezzare l’Hi-Fi, capendo che quello della riproduzione era il suo mondo, quello nel quale voleva lavorare. Così si laureò in Ingegneria operativa radiofonica, e dopo una breve carriera come ufficiale imbarcato per la compagnia di navigazione giapponese, iniziò il suo percorso nell’Hi-Fi, con Pioneer prima, a partire dal 1968, e poi con Marantz, dal 1978 fino agli inizi del 2019, quando il legame con Sound United si interruppe. Rotel contattò immediatamente il progettista per chiedergli di collaborare, cosa che avvenne poco prima della sua scomparsa, e che diede a Ishiwata solo il tempo di modificare la coppia entry-level di elettroniche giapponesi, A11 e CD11, adesso Tribute. La scelta dei modelli rispecchia la filosofia del geniale progettista, che ha sempre voluto legare il suo nome a prodotti molto accessibili, alla portata di chiunque volesse avvicinarsi al mondo dell’Hi-Fi. Ishiwata ha proceduto come sempre, individuando i punti deboli nella componentistica e sostituendoli con altri di migliore qualità. I condensatori sul percorso del segnale (in particolare nella sezione DAC per il CD11 Tribute) e nell'alimentazione, qualche resistenza, e aggiunte strisce di materiale antirisonante sul telaio e sul coperchio, per evitare ogni possibile interferenza. Purtroppo Ishiwata è mancato poco prima della conclusione definitiva del progetto, per il quale, però, aveva già indicato e testato tutte le modifiche da effettuare. Ci ha pensato il suo collaboratore Karl Heinz Fink a finalizzarlo e a farlo approvare dai due figli di Ishiwata, e Rotel, infine, ha ideato il nome Tribute applicato sul frontale dei due apparecchi con accanto ad esso un ideogramma giapponese che significa “Rispetto”.
Il suono dell'accoppiata è decisamente migliorato, in ogni aspetto. Trasparenza, dettaglio, ricostruzione della scena, microdettaglio. Insomma, il classico "genio" dell'intramontabile Ken Ishiwata in queste due elettroniche che adesso sono in grado di rivaleggiare alla pari con prodotti di livello molto più alto.
Tutte queste modifiche, che normalmente avrebbero fatto levitare il listino, sono state invece implementate senza costi aggiuntivi, pertanto A11 Tribute e CD11 Tribute costano lo stesso delle rispettive versioni standard.